A cura di Alberto Barranco di Valdivieso

Fabrizio Garghetti è nato a Salsomaggiore nel 1939, vive e lavora da sempre a Milano.

Il Jazz e il teatro. Il padre Paolo, ottico all’Istituto Viganò, lo introduce alla professione di ottico optometrista, nello stesso periodo segue i corsi di fotografia presso l’Umanitaria di Milano (adesso Istituto Riccardo Bauer). Dal 1960 al 1982 Garghetti diventa responsabile dello storico negozio di ottica e fotografia Giovenzana di via Durini a Milano e questa esperienza lo porterà a praticare la fotografia e ad entrare in contatto con l’ambiente artistico milanese. Nel corso degli anni il negozio diventerà, grazie alla sua presenza, un punto d’incontro in cui transiteranno artisti, galleristi e soprattutto fotografi delle case editrici Rizzoli e Mondadori (Ugo Mulas, Oliviero Toscani, Alfa Castaldi, Mario Monti). La sua avventura nel mondo della fotografia d’arte inizia in quei primissimi anni Sessanta ed esattamente nell’aprile del 1961 quando sperimenterà una delle primissime compatte della Galileo, la GAMI 16 mm, al concerto di Telodius Monk, il grande jazzista americano, che si esibiva al Teatro Lirico di Milano. (In mostra uno di quei primi storici scatti). In quell’occasione Garghetti scopre la passione per il jazz e per il teatro che successivamente lo porterà a lavorare con il Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler e Valentina Cortese. Nel 1964 sarà la volta di Miles Davis al Teatro dell’Arte alla Triennale di Milano (presente tra le foto in mostra) e nell’aprile 1967 i Rolling Stones (per l’ultima volta con Brian Jones) al Palalido milanese. In quegli anni lavora e pubblica i suoi lavori per riviste musicali come Musica Jazz e Jazz Magazine; moltissimi i suoi ritratti di grandi jazzisti americani quali Miles Davis, John Coltrane, Charles Mingus, Art Tatum, Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, Duke Ellington, Dizzie Gillespie. Milano in rivolta. Documenta il Movimento Studentesco di fine anni ‘60 con numerose fotografie sulle manifestazioni all’Università Statale di Milano e sui momenti più caldi delle lotte. Il 12 dicembre 1969 esplode una bomba a Piazza Fontana. In quel momento Garghetti stava lavorando nel suo studio che distava poche centinaia di metri dal luogo dell’attentato. A oggi nel suo archivio sono presenti le dure immagini scattate quel giorno a pochi minuti dalla strage. Il 14 Giugno del 1969 i suoi scatti riprendono il filosofo, ideologo del movimento, Herbert Marcuse al Piccolo Teatro di Milano. Teatro d’avanguardia. Negli anni la passione per la cultura visiva ma soprattutto per l’aspetto più situazionista e fisico delle nuove espressioni artistiche lo porta a seguire i primi passi del teatro d’avanguardia; ricordiamo che è l’unico a documentare nel 1967 l’apertura del primo spazio teatrale alternativo italiano, Il Parametro di Franco Quadri (UBU) a Milano, e che nel 1969 è sempre il primo a documentare al Circo Medina di Milano, il Living Theatre di Beck e Malina, considerato il primo momento in cui il “teatro del corpo” entra in Italia. Altra storica testimonianza è Il 30 novembre 1976 quando Garghetti riprende le immagini dell’apertura dello spazio underground milanese Teatro Out Off (allora in viale Montesanto) con l’artista, pioniere dell’Azionismo Viennese, Hermann Nitsch nella sua controversa performance “Azione n. 53”. La collaborazione con il teatro durerà per oltre vent’anni documentando l’avvicendarsi di personaggi pionieristici come Cage, Otto Mhul, Nitsch, il gruppo ZAJ…

Gianni Sassi e Fluxus. Nella metà degli anni ‘70 l’incontro con l’intellettuale Gianni Sassi è una svolta qualitativa importante che lo porterà sempre di più a relazionarsi con l’avanguardia artistica milanese. Seguirà La Cooperativa Intrapresa di Sassi, editore delle riviste Alfabeta e La Gola. Inoltre sarà testimone fotografico del festival “Guerra alla Guerra”, di Polifonix5 Italia e di Milano Poesia (dal 1981 al 1992) di cui possiede l’archivio documentale. Sono gli anni fondamentali in cui il fotografo documenta il lavoro del gruppo Fluxus che seguirà costantemente e di cui sarà sodale (con Kaprow e John Cage); ricordo la performance di Ben Vautier del 1971 presso lo Studio Santandrea di Gianfranco Bellora a Milano. Le sue foto a Cage, Nitsch, Daniel Spoerri, Wolf Vostell, Dick Higgins, Robert Filliou, Joe Jones, Giuseppe Chiari, Yoko Ono, Emmett Williams sono entrate a far parte della storia della fotografia d’arte. Garghetti ha anche seguito il Lettrismo e la Poesia Visiva.

Sarenco e la Poesia. Gli anni ‘80 segnano l’inizio della collaborazione con l’artista bresciano, Sarenco (Isaia Maibellini) con il quale aprirà un sodalizio che lo porterà ad essere uno dei principali testimoni di Poesia Visiva; dunque la sua attività si fa frenetica e il fotografo diventa una presenza attiva in quasi tutte le manifestazioni culturali milanesi. Danza contemporanea. Nel 1982 durante Venezia Danza documenta le prime esibizioni italiane della danza contemporanea di Pina Baush, Merce Cunningham, Carolyn Carson, Pilolobus, Susanne Linke. I suoi scatti sono più volte esposti e pubblicati come testimonianza storica della nascita della danza contemporanea in Italia. Gillo Dorfles ha scritto dell’importanza storiografica del lavoro di Garghetti come memoria di eventi che altrimenti sarebbero stati dimenticati.

Warhol. Particolare rilevanza storica il suo report su Andy Warhol il 22 gennaio 1987 a Milano, durante l’inaugurazione della celebre mostra “Andy Warhol. The Last Supper” dedicata all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci al Refettorio delle Stelline di Milano. Questi scatti (tra cui quello celebre di Warhol che fotografa Garghetti, o quello della “Smorfia”) sono considerate immagini di grande rilievo poiché ritraggono Warhol nel suo ultimo viaggio in Italia e nella sua ultima mostra, poco prima della sua scomparsa.

Mudima. Significativo è il sodalizio con Gino di Maggio e la sua Fondazione Mudima fin dall’inizio, infatti partcipa all’inaugurazione del 1989 con le foto del concerto “From dinner to breakfast” del compositore americano Petr Kotik (seguace di John Cage). Nel 1990 fotograferà la mostra collettiva “Pianofortissimo” (47 pianoforti d’artista) dei più importanti artisti internazionali. Tra le varie mostre promosse da Mudima di cui curò i reportage, nel 1990 ricordiamo “Ubi Fluxus Ibi Motus. 1990-1962”, un progetto di Gino Di Maggio curato da Achille Bonito Oliva, che fu uno dei principali eventi collaterali durante la XLIV Biennale di Venezia (Ex Granai della Repubblica alle Zitelle, Giudecca, Venezia). Altri artisti esposti presso Mudima e fotografati da Garghetti sono stati, tra i vari, César, Arman, Aldo Mondino, Emilio Isgrò, Nanni Balestrini… Sempre presso la fondazione fotografa i principali artisti Fluxus durante le loro performances e i loro interventi: Nam June Paik, Yoko Ono, Wolf Vostell, Daniel Spoerri, Gianni Emilio Simonetti, Ben Patterson, Giuseppe Chiari, Philip Corner. Anni Novanta-Duemila. Dagli anni Novanta Fabrizio Garghetti ha sviluppato, un’intensa attività fotografica dedicata alla documentazione dell’arte contemporanea, delle performance, della poesia visiva e concreta e dei grandi eventi culturali internazionali. Nel 1990 realizza le immagini per la prima Guida delle Soste di Antonio Piccinardi, incontrando figure centrali della gastronomia europea quali i fratelli Troisgros e Gualtiero Marchesi. Nel 1991 nella Repubblica di San Marino documenta per l’editore Mazzotta il convegno “Arte: Utopia o regressione?” con Giulio Carlo Argan, Lea Vergine, Gillo Dorfles, Bruno Corà e Angela Vettese. Negli anni successivi lavora tra Francia e Italia, realizzando l’immagine fotografica della Banca Morin-Pons di Parigi e Lione. Partecipa non solo come fotografo ma come parte attiva del progetto della trilogia “Arte come Pre-” (1993-1995), ideata da Miriam Cristaldi e Claudio Costa, svoltasi a Sarzana (Fortezza, Palazzo Comunale, piazze), a Biella (Palazzo La Marmora) e alla Cava di marmo La Piana di Colonnata (Carrara). Nel 1995 documenta la mostra “L’Ultima Avanguardia” a Spoleto. Nel 1997 fonda, con Giulia Alberti, l’Associazione Arte e Memoria del Territorio con il comitato scientifico presieduto da Pierre Restany e Carlo Pedretti, e composto, tra gli altri, da Mauro Staccioli, Giuliano Mauri, Hidetoshi Nagasawa. Partecipa inoltre a eventi a Mantova, Shanghai, Dakar, Odeshög in Svezia. Nel 2008-2009 partecipa alla II Biennale d’Arte-Bi.Ma2, di Malindi in Kenya, con la Fondazione Sarenco, con una mostra di grandi fotografie dedicate al paesaggio africano; in quegli anni Garghetti e Sarenco sono tra i primi a promuovere in Italia importanti artisti contemporanei africani (Richard Oniango, Seni Camara, Esther Malangu). Dal 2010 fonda la Biennale di Scultura di Salgemma alla Miniera ITALKALI di Petralia Soprana in Sicilia (oggi alla VII edizione). Nel 2022 in occasione del XVII Photofestival espone allo storico Spazio Arte Scoglio di Quarto di Milano la mostra “Fluxus e altre performances” in cui una vasta esposizione di sue foto illustra le performances dei più importanti artisti internazionali e nazionali del movimento. Nel 2026 alla Galleria del Crédit Agricole, a Palazzo delle Stelline di Milano, sono state esposti i suoi celebri scatti di Andy Warhol a Milano in una grande mostra documentaria intitolata “Andy Warhol. Passaggio in Italia 1975-1987”, che ha celebrato il rapporto tra l’artista e l’Italia.

Archivio. Nel 2025 a Milano è stato costituito l’Archivio Fabrizio Garghetti a cura dello storico dell’arte e critico Alberto Barranco di Valdivieso per tutelare l’opera del Maestro. Finalità dell’Archivio è di studiare il suo lavoro e creare un regesto digitalizzato completo dell’enorme collezione presente di scatti fotografici ma anche di documenti cartacei unici e preziosi per la storiografia d’arte, nonchè di organizzare e coadiuvare eventi e pubblicazioni e regolare l’emissione delle edizioni fotografiche. Cronaca d’arte. Fabrizio Garghetti è ormai annoverato nel gruppo di fotografi di riferimento della “cronaca d’arte” come Ugo Mulas, Claudio Abate, Aurelio Amendola, Enrico Cattaneo, Paolo Mussat Sartor, Mimmo Jodice, per citarne solo alcuni. Egli nel tempo ha sviluppato una propria personale “capacità plastica” di fissare l’espressione e il movimento della persona ritratta. Garghetti, oltre ad avere ripreso tutti i grandi nomi dell’arte italiana e internazionale, della musica, della danza e della cultura internazionale (si stimano più di 150 personaggi iconici), ha collaborato con le più importanti riviste del settore moda, design, architettura come Vogue, Harpers Bazar, Elle Decoration, con settimanali d’informazione come Panorama, Epoca, con quotidiani come La Repubblica, e riviste culturali come Alfabeta. Le sue fotografie sono richieste in tutto il mondo. Collabora con gallerie italiane e internazionali.

Mostre istituzionali. Innumerevoli le esposizioni istituzionali, in fondazioni e in storici spazi espositivi, monografiche e collettive: Cave di marmo di Colonnata, Carrara (1988), Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid (1995), Museo Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (1996), Museo d’Arte Contemporanea Ventabren, Marsiglia, Francia (2001), Centro Pecci per l’Arte Contemporanea, Prato (2006), Bi.Ma2 II Biennale d’Arte, Malindi, Kenya (2008-2009), MAX Museum, Chiasso, Svizzera (2012), Museo d’Arte Moderna, Wiesbaden, Germania (2012), Museo d’Arte Moderna, Genova (2012), MUNAE, Museo Nazionale della Stampa, Città del Messico, Messico (2012) Galleria Civica, Modena (2013), Kaohsiung Musum, Kaohsiung, Taiwan (2013), Museo d’Arte Contemporanea, Marsiglia, Francia (2016), ExpoVenice, Arsenale Nord, Venezia (2016); Fondazione MuDiMa, Milano (2016), Museo Arte Moderna, Modena (2018), Palazzo Isimbardi, Provincia di Milano (sede), Milano (2018), Fondazione Daniel Spoerri, Vienna, Austria (2018), Museo di Arte Moderna Fondation du Doute, Blois, Francia (2019), Palazzo Marino, Comune di Milano (sede), Milano (2019), Fabbrica del Vapore, Milano (2019), IV Biennale di Scultura di Salgemma, Petralia Soprana, (2011-oggi), Villa Bertelli, Forte dei Marmi (2020), Museo Les Abattoirs, Marsiglia, Francia (2021), Museo Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (2022), Fondazione delle Stelline, Milano (2026).